Questi ruggenti 6 mesi di 2019 stanno volgendo al termine.

Mancano poche ore e vi saluterò, per un periodo sabbatico di cui non so e non voglio immaginarmi nulla. I motivi per cui ho preso questa decisione li trovate sparsi qui e lì, in uno dei vari segnali che ho lasciato sparsi per il web nell’ultimo periodo.

Questi 6 mesi dicevamo? Sono il periodo d’oro in cui mi sono messa seriamente a capire perché queste cose di carta e colori mi facciano stare così bene, in cui ho trovato testi bellissimi, e ho avuto l’ardire di pensare di diffonderli.

Ho lanciato il club della creatività come percorso di 6 mesi mentre avevo a malapena idea di cosa fare durante il primo incontro. Mi sono entusiasmata man mano, lezione dopo lezione.

Mi sono fomentata con gli hashtag #humansofpaperness, #papernessideas e #minutidime.

Il primo era una rubrica fissa, al lunedì, in cui farvi vedere un po’ dell’umanità che capita in negozio. A me modestamente è sembrata un’idea geniale, mi piaceva così tanto parlare delle storie delle persone che avrei fatto solo quello tutto il tempo. Non vi è piaciuto molto, e ho dovuto smettere perché il maledetto algoritmo penalizzava poi anche le foto dei giorni successivi. Ma ho un progetto in mente, potrebbe essere l’occasione di ricominciare a postare volti.

Le #papernessideas invece sono foto di quello che fate con le cose che acquistate da paperness. Una volta al mese sceglievamo quella che ci era piaciuta di più e la premiavamo.

#5minutidime non è un vero e proprio hashtag ma il nome che ho dato all’iniziativa di rispondere ogni giorno a una domanda su stessi, che postavo nelle nostre Stories. Domande bellissime, attuali, moderne, riprese dal libro Know yourself di Flow. Anche di questa iniziativa trovate qualche traccia nelle nostre pagine in evidenza. Siamo arrivate alla domanda n. 50, ora continuiamo in privato con chi si è iscritto alla newsletter dedicata, per arrivare alla fine del libro. Ci sono quaderni bellissimi, pagine di risposta decorate meravigliosamente, e le storie della vostra vita finalmente nero su bianco.

Ai primi di aprile sono andata con Marvy Uchida alla Design Week di Milano, facendo una serie di errori da inesperienza da Manuale del dilettante.

Sono tornata stremata, ma da qualche giorno off, passato dietro l’angolo, sono poi tornata con l’idea delle zine, delle bustine sorpresa e del podcast di paperness.

Il podcast lo trovate su spotify con il titolo Freakreativity o direttamente qui.

Ho organizzato come al solito eventi, i nostri corsi che credevo ormai di saper gestire senza pensarci, e imparando invece che gli errori sono una variabile probabilissima soprattutto nelle cose che diamo più scontate.

Ho perfino portato il Club della creatività a Milano, nel caos di un bar che credevo vuoto e invece era affollatissimo.

Qualche settimana fa, dal nulla mi è venuto in mente di offrire un po’ di cibo buono alle vostre menti sui social, e sono partita su due piedi con i mercoledì della Creativity TV. Ci sono 4 puntate già online.

Sono tante cose, no? Se ve ne siete persa qualcuna l’estate è il momento giusto per recuperare:

La Creativity TV la trovate fra le Stories in evidenza sulla nostra pagina Instagram. Sono TED Talk di personaggi meravigliosi, esseri umani che con la loro storia e il loro essere tirano su il morale anche da sottozero.

Nella prima puntata vi presento Eva Zeisl, la potete conoscere direttamente qui.

Nella seconda puntata vi presento Maria Kalman, la potete conoscere direttamente qui.

Nella terza puntata vi presento Ken Robinson, la potete conoscere direttamente qui.

Nella quarta puntata vi presento Stefan Sagmeister, la potete conoscere direttamente qui.

Le zine e le bustine le trovate sullo shop, qui e qui.

Il club della creatività, se volete vedere l’atmosfera, lo trovate con quel titolo sempre sulle Stories in evidenza sulla nostra pagina Instagram. Se volete sapere di cosa si tratta invece lo racconto un po’ qui.

Insomma, ho fatto, ho sbagliato, ho avuto colpi di genio, ho preso cantonate, mi sono tolta qualche soddisfazione, ho mandato giù delusioni, pure a go go. Il mio psicologo diceva che succede così, quando non si ha paura di vivere.

Quello che succede dopo che si è vissuto invece è che si è in pace, comunque le cose siano andate.

Mi raccomando, non buttate l’estate a dare attenzione a cose che non vi fanno bene. Scegliete con cura, quanto riposare, a cosa dedicarvi, cosa leggere e cosa scrivere, chi seguire sui social e di chi liberarvi.

“First, we must get better at finding the spark”, trovate di cosa sto parlando nell’ultimissima puntata del podcast: diventate migliori a cercare la scintilla.

1 lug - 31 ago paperness si ritira in meditazione creativa. Lo shop online rimarrà aperto, con spedizioni settimanali.