1. LA GIOIA DI ESSERE VIVI

L’obiettivo più nascosto e ambizioso sarebbe promuovere la consapevolezza della fortuna di essere vivi. Non c’è tesoro più grande di un giorno di vita: crediamo che questo vada festeggiato quotidianamente con un gesto, anche minuscolo. 5 minuti per sé, un gelato, una bella lettura, un’immagine allegra, scrivere due righe bastano, anche nelle situazioni più difficili.

2. ESPERIENZA DI BELLEZZA ACCESSIBILE

Paperness cerca di diffondere il gusto di un’esperienza di bellezza visuale, toccabile e usabile. Un’esperienza accessibile, possibile, alla portata di chiunque, non solo di artisti ed eletti.

C’è un gusto e un godimento nel produrre da sole immagini, foto, scritte e ritagli: siano pagine d’agenda, diari di ricordi, album di fotografie, collage, belli da guardare e che contengano dei pezzi di noi.

3. LITTLE THINGS IN LIFE

Crediamo che la felicità sia un concetto sovrastimato. Crediamo sia possibile invece disseminare nelle nostre giornate piccoli momenti di gioia, un the preparato con cura, una lettura, la pagina di una persona che ci ispira: momenti a cui dobbiamo però imparare a dare attenzione e importanza. Senza accorgercene, questi momenti irradieranno un’influenza benefica sul nostro umore e sulle nostre decisioni e azioni.

4. BELLEZZA MODERNA, INTERNAZIONALE E ORIGINALE

La bellezza che piace a noi è innovativa, originale, ariosa, leggera, allegra, con un respiro e una visione ampia. Con la prospettiva del mondo intero, di culture diverse, del patrimonio enorme prodotto dalla mente umana.

5. LA NOVITA’ E LA FRESCHEZZA, L’ALLEGRIA E LA LEGGEREZZA

Ci piace la fantasia e la novità, non ci piacciono le cose già viste, ripetute, i cliché.

Ci piace l’allegria, la leggerezza, la vitalità. Non ci piace la boriosità, la pesantezza, la cupezza.

6. LA DIVERSITA’

Paperness ha una fissa per la parola diverso. Diverso dagli altri, diverso dal già visto, diverso dal consueto. Una persona è sacrosanta nel suo non essere come tutti gli altri, un pensiero fuori dal comunemente accettato va difeso come un patrimonio: il non-maggioranza, è l’ideale di paperness.

Il nostro maestro sir Hegarty lo chiama lo zag. When the world zig, you zag.

7. UNA RIVOLUZIONE NELLO SHOPPING

Pensiamo che la gratificazione che le donne hanno dall’acquistare qualcosa per sé abbia bisogno di una rivoluzione. L’acquisto dell’ennesima t-shirt, borsa, scarpe o rossetto è una gioia, una compensazione di brevissima durata, un riempimento da fuori a dentro che lascia dopo troppo poco tempo più affamate e bisognose di prima.

L’acquisto di oggetti per la creatività invece genera una gioia che dura anche dopo, quando si usano quelle cose per creare, per esprimersi, per produrre qualcosa di bello. E’ un riempimento che viene da dentro, e dura a lungo. E’ un modo di utilizzare il denaro che produce e crea, non consuma ed stufa.

8. UNA RIVOLUZIONE NEGLI HOBBY

Riteniamo che in Italia venga visto con molta sufficienza chi si dedica con gusto ad un hobby. Vengono considerate sciocchezze per chi ha tempo da perdere, per chi non produce e non si occupa di cose serie.

Noi crediamo al contrario che avere una passione e coltivarla appena si riesce a strappare un momento agli impegni sia un esercizio fondamentale per la mente, un aiuto certificato per l’umore, un espansore di prospettive e di visioni.

9. SELF-FULFILMENT

Usiamo una parola inglese che andava di moda anni fa per descrivere la sensazione di auto-gratificazione, “mi basto da sola” che si prova quando si crea qualcosa di bello per i fatti propri. Quando siamo insieme alla nostra pagina di quaderno, dei ritagli che ci piacciono tanto, penne e adesivi e ci lasciamo andare a scrivere e incollare ci dimentichiamo del mondo intero, non abbiamo bisogno che nessuno ci ami e ci garantisca presenza e approvazione, ci dimentichiamo anche di fame sete e sensazioni corporee.

L’altra parola da scomodare è flow, lo stato di flusso in cui si entra dimenticandosi di tutto quello che c’è intorno.

10. CI PIACE PICCOLO

Non ci piacciono le persone famose, i numeri grossi, i grandi successi. Ci piacciono le esperienze piccole, le persone timide, chi ha interessi diversi da se stesso. Sogniamo un social network senza numeri, senza migliori né peggiori, senza chi spinge e chi arranca.

11. CI PIACCIONO I SINGOLI

Una confessione: a paperness fanno paura i gruppi. Fino ad ora almeno in ogni gruppo in cui ci siamo imbattute abbiamo trovato dinamiche di omologazione, di rifiuto del diverso. Bisogna aderire ai pensieri, emozioni, giudizi della maggioranza, o delle più forti del gruppo, e guai se si pensa, sente o ritiene giusto altro.

Peggio ancora, il gruppo si rafforza parlando male di quello che è estraneo al gruppo.

Ecco: paperness aborre l’esercizio della malalingua.

Preferiamo le persone prese una alla volta, una di fronte all’altra, senza armi e senza difese.

12. DI POCHE PAROLE

Altra confessione: paperness ha lo stufaggio facile. Questa costante sensazione che il tempo corra troppo forte e sia sempre meno ha qualche conseguenza.

Ci piace sfruttarlo al meglio, ci piace non buttarlo via.

Un modo di sprecare il poco tempo di questa breve vita è ascoltare o leggere parole non necessarie.

A paperness piace la sintesi, i concetti secchi, le immagini evocate con un sostantivo senza aggettivi.

Non è sempre facile (ehm….la lunghezza di questo manifesto) ma è l’ideale a cui tendere: solo le parole strettamente indispensabili.

13. VIVA LA LIBERTA’

Paperness ha bisogno di libertà, qualsiasi cosa libertà voglia dire. Dagli spazi aperti fisici (soffriamo di claustrofobia) agli spazi aperti mentali. Il pensiero differente, il non seguire le masse “perché se tutti vanno da quella parte faccio prima ad andarci anche io”, il non mettere un like a un post solo perché ne ha già migliaia, il non pensare che se qualcuno ha molto successo dev’essere per forza di gran valore.

Libertà dalle costrizioni, dalle aspettative altrui, dalle aspettative proprie, dal riuscire a tutti i costi, dal bisogno di amore e approvazione.

14. VIVERE E’ FALLIRE

A paperness piace sbagliare, perché sbagliare è la prova più grande che uno ci ha provato.

Un fallimento è il segno più incontrovertibile del coraggio di una persona, e un’enorme fonte di ispirazione per imparare e migliorare.

Hai fatto, hai fallito: hai vissuto.

Non possiamo non citare Beckett: fail again, fail better.

15. SCEGLIERE

Paperness pensa che una delle cose più importanti da imparare in questo periodo di sovra-stimolazione da internet e vita social sia scegliere, scegliere bene. Siamo bombardati da chi vuole la nostra attenzione, chi vuole farci dimagrire, insegnarci a fare sport, comprare make up e sogni misti: l’unico modo di difendersi è decidere in autonomia a chi dare spazio nei propri pensieri, distinguere quello che vale, eliminare quello che non vale.

16. SOGNARE O LAVORARE

Questa è una fissa di paperness da quando era giovane. La parola sogno le fa rizzare i peli: forse non le prime cento delle dieci miliardi di volte in cui l’ha sentita, ma da un certo punto in poi le è diventata insopportabile.

A dream big preferiamo work hard: fai un pezzettino di sforzo ogni giorno, e soprattutto tieni presente che l’unica cosa certa è quello che sei oggi, mentre aggiungi il mattone di questa giornata alla strada per il tuo futuro.

17. CONOSCI TE STESSO

Crediamo ci sia un’arma potentissima a disposizione di ognuno di noi: sapere chi siamo, cosa ci piace, cosa non ci piace, cosa ci ispira, cosa ci accende, tutto l’insieme di carattere, gusti, predisposizioni, ideali che rende ognuno di noi una persona unica.

Questa è la nostra ricchezza, la nostra forza, la nostra insostituibilità

18. IMPARARE SEMPRE

Crediamo che trovare cose da imparare, approfondire, studiare continuamente, ispirarsi per poi mischiare e fare proprie sia un metodo pressoché infallibile di nutrirsi, saziarsi e gustare la vita.

19. CREATIVITY RULES

Non possiamo non dare spazio al nostro chiodo fisso, quella facoltà mentale disponibile per ogni persona attraverso cui esprimiamo quello che abbiamo dentro in forme belle, nuove, irripetibili. Pensiamo spesso che la creatività sia un dono che solo qualcuno ha, ma si sta finalmente diffondendo la consapevolezza che si tratta semplicemente di un modo di funzionare della nostra mente. Il nostro cervello, “quando si diverte”, come dice Einstein.

Fatele spazio, esercitatela, cercate cose che vi piacciono e poi mischiatele e riproducetele in un modo che è solo vostro.

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