….inauguravamo paperness.

Il giorno prima, a pulizie e sistemazione quasi finite

Ho pensato un po’ a cosa raccontare, come riuscire a riassumente questi 2 anni. Ricordare com’ero io, come sono oggi, elencare le cose che abbiamo fatto, assemblare una lista dettagliata delle cose che non sapevo e nel frattempo ho imparato, delle persone che non non avevo mai incontrato e ora mi pare di conoscere da sempre.

E’ talmente tanta roba che a volte mi pare potrebbe scoppiare tutto: 2 anni che sembrano 10, un concentrato tipo pre big-bang che non sapendo che caos potrebbe creare è meglio lasciare lì fermo fermo, dov’è.

Allora di cosa parliamo? Parliamo di oggi, del nostro prossimissimo futuro.

Come immagino sappiate (difficile scappare dalle mie ossessioni) sono nel pieno di un innamoramento forsennato per le riflessioni dei generi più disparati sulla creatività.

Studio tanto, da mesi, preparo lezioni, tengo i club della creatività qui (e una volta a Milano, trovate di cosa si tratta qui), registro puntate di podcast (lo trovate su spotify come freakreativity o direttamente qui), prendo appunti e trovo connessioni incredibili.

In questa missione cosmica che mi sono auto-assegnata, risvegliare alla propria creatività nascosta l’intera popolazione femminile italiana, il rischio è che mi dimentichi di una persona: me stessa. Vado predicando in lungo e in largo fate fate fate, decorate decorate decorate, scrivete scrivete scrivete, e molto spesso non mi restano 5 minuti per fare anche io lo stesso.

C’entra un po’ anche la vita ai tempi dei social, il pensiero costante al mostrare, rendere publbico e condividere. Il rischio è di ritrovarsi con il proprio pozzo vuoto, come lo chiama Big Magic. A forza di parlare, postare, registrare parole sulla creatività non fare più niente di creativo.

C’entra anche quello che vi ho raccontato nella prima puntata del podcast (questa): non possiamo essere sempre solo fruitori o curatori, solo guardare quello che creano altri e farlo conoscere. La creatività deve fluire, dobbiamo esercitarla in prima persona.

Eccoci qua ragazze, forse avrete già capito: ho deciso di dedicare i prossimi due mesi a me, alla mia personale creatività.

Significa che il negozio di via Luca Valerio chiuderà con domenica 30 guigno e riaprirà giovedì 1 settembre.

E’ una sorpresa, mi rendo conto e sappiate che non è una decisione semplice: se penso che anche una sola persona possa aver voglia e bisogno di un giretto da noi e trovi chiuso, torno sui miei passi alla velocità della luce. Ma in generale penso sia il momento più giusto per una sosta, per trovare il tempo di riflettere, pensare cosa tenere, cosa lasciare andare, e soprattutto far emergere qualcosa di nuovo.

Di mio avrei già riempito di cose da fare anche le notti di questi due mesi, invece non voglio sapere, non voglio controllare, voglio lasciare spazio perché qualcosa di nuovo accada. Potrebbe darsi che il 1 settembre vi annunci il mio nuovo album da solista e lanci il programma di rivendicazione globale degli stonati. Uno spettacolo di danza afro-folk austriaca. Un saggio scritto a mano in non-brush lettering. O forse semplicemente vi racconti la mia estate di piccoli piaceri, gelati, ritagli, schemini in riva al mare a Ostia.

Non lo so, e sono curiosa.

Per il resto se avete bisogno di me mi trovate alla mail, nei messaggi diretti di Instagram o Facebook o al numero di telefono che c’è sul sito.

Se avete bisogno di farvi un regalo potete ordinarlo online, lo shop rimane aperto (non spediremo tutti i giorni ma cercheremo di farvi arrivare le cose prima possibile) fino a quando andrò veramente in vacanza, ancora non so quando né dove.

Abbiamo ancora il resto di giugno, l’ultimo club della creatività e due sabati interi per salutarci. Vi aspetto in negozio!

E buttatevi, sentite cosa dice Ralph Waldo:

1 lug - 31 ago paperness si ritira in meditazione creativa. Lo shop online rimarrà aperto, con spedizioni settimanali.