Avete cominciato a visitare Roma alle elementari? Avete messo 10 volte la mano nella bocca della verità, fotografato la fontana di Trevi a qualsiasi ora, provato più o meno tutte le trattorie di Trastevere?

Abitate a Roma e siete stanchi di fare un giro in centro sempre nei soliti posti?

Le parole che seguono sono per voi.

Nascono dalla richiesta di una ragazza (è passato del tempo, scusami se non ricordo più il tuo nome) di darle qualche motivo per arrivare in zona del nostro negozio senza che il suo ragazzo sapesse che lo faceva per venire da paperness.

Nascono anche dal sincero desiderio di farvi passare una giornata a Roma diversa dalle altre, e di farvi scoprire che anche qui ci si può sentire in una qualche città moderna e all’avanguardia del nord Europa o dell’America.

Appuntamento alle 9,30. Il punto di partenza è la colazione da Café Merenda in una piccola via solo pedonale. Prendetevela comoda, leggete il giornale, do as romans do.

Una volta rilassati e rifocillati per bene chiedete dove è il fiume e incamminatevi in quella direzione, la traversa a destra appena prima di arrivarci è la via di paperness, dove vi aspettiamo con tutta la nostra pastellosità e il secondo caffè, anche decaffeinato. Troverete le ultime novità di carte, quaderni, penne, adesivi, agende, stickers, cartoline e biglietti, album di ricordi e fotografie, astucci e washi tapes che facciamo arrivare da USA e Giappone e le riviste di creatività e mindfulness più belle del mondo, Flow, Calm, Frankie e Moment.

Una volta che ci siamo conosciuti per il tempo che serve, potete partire in passeggiata, raggiungere il fiume, costeggiarlo e attraversarlo sul Ponte della Scienza, ponte solo pedonale da cui fare delle foto perfette dell’archeologia industriale più famosa di Roma: il gazometro.

Una volta raggiunto il gazometro proseguire verso la Centrale Montemartini.  Dista 750 metri, ci vogliono meno di 10 minuti.

Un tipico caso di luogo che situato dove si dà il giusto valore alle cose sarebbe meta di pellegrinaggio turistico lui da solo.

E’  una centrale elettrica risalente ai primi anni del ‘900, ora in disuso, che fa da sfondo con tutti i suoi macchinari a statue e reperti di Roma antica, creando uno stupendo contrasto tra le sculture e l’architettura industriale.

Giratelo con comodo, fate foto a volontà. Posso dare quasi per certo che non sarete assaliti dalle folle di turisti che rendono invivibili altre zone di Roma.

Finita la visita immagino avrete fame. Nella zona dove vi trovate, Ostiense, ci sono tantissime scelte di ristoranti, ma io vi consiglio di ritornare indietro, attraversare al contrario il Ponte della Scienza e tenere il fiume a sinistra. A pochi passi c’è: Osteria Mavi.

Che dite, non gli manca niente per essere al Village a Manhattan. In più il cibo è buonissimo, e a pranzo poi ci sono i menu in offerta. L’unica pecca è che se fate il giretto di sabato di giorno lo troverete chiuso. Potete nel caso ritornarci per cena.

Una volta pranzato e riposato, chiedete la direzione verso via del Porto Fluviale. Riattraversate il ponte ed è lì vicino. Qualsiasi via va bene e potrebbe farvi scoprire qualche graffito che vale la pena, in zona pullulano. Attraversare via del Porto Fluviale all’altezza del grande palazzo tutto dipinto del civico 2.

Continuando, la seconda via a destra vi condurrà in un posto molto, molto poetico: il cimitero acattolico. Vi troverete in mezzo a un bosco di cipressi rigogliosi, alcune tombe famose, e il sapore della storia: Gregory Corso (il beat!), C. E Gadda, Gramsci, John Keats, Percy B. Shelley e con loro vari altri personaggi interessanti. Prendetevi il tempo di scoprire pian piano chi sono, e lasciatevi trasportare dalla sensazione di eternità dello spirito umano.

 

Una volta usciti vale la pena uno sguardo alla Piramide Cestia, tomba costruitia nel 12 avanti Cristo, in meno di un anno, per volontà di Caio Cestio.

A pochi passi, tornando verso dove siete venuti merita una capatina il Cimitero del Commonwealth. Ci riposano i soldati inglesi che liberarono Roma nel 1944 e non ci troverete nessuno, potete fermarvi a pensare, leggere o scrivere i vostri pensieri e il diario della giornata.

A pochi metri c’è la Metro B fermata Piramide se a questo punto volete tornare verso casa. Se invece avete ancora energie vi consiglio una passeggiata a perdere fra le vie di San Saba, uno degli ulitmi quartieri costruiti all’interno delle mura Aureliane.

Nel caso siate proprio instancabili potete raggiungere facilmente le Terme di Caracalla, altirmenti fermarvi a cena in zona. Ci sono tante buone trattorie romane lì vicino ma io vi consiglio Manioka, un sushi brasiliano dove vado molto volentieri anche io che sono vegetariana.

Un posto che mi sembra molto più appropriato per chiudere il nostro tour che ha l’intento di farci sentire cittadini del mondo globale in una città visitata di solito per la sua storia.

Che dite, vi ho incuriosito? Avete voglia di partire alla scoperta del volto internazionale di Roma?