Sogno o son desta?

Cari paperamici, mi sembra un secolo dall’ultima volta che ho scritto qui, mi sembra di aver attraversato il deserto senz’acqua e la Siberia senza cappotto. Negli ultimi 14 giorni ho preso due virus inspiegabili, solo febbre altissima e nient’altro, e ho dovuto mettermi in macchina lo stesso tutte e due le volte. Sono stanca a livelli inverosimili, e certi momenti mi pare che se vedo ancora un oggetto di carta potrei mettermi a urlare.

Insomma, tutto bene.

Ho aperto un account Instagram, che trovate qui . Ci ho fatto un countdown che non sono riuscita a rispettare, perché i lavori che dovevano finire a metà maggio, oggi che forse è metà giugno (a proposito, che giorno è oggi?) non sono ancora finiti. Manca un finestrone, a cui tengo tantissimo e che doveva arrivare la prima volta a fine maggio, poi il giorno dopo e il giorno dopo ancora, fino a stamattina. Arriva oggi pomeriggio, dicono.

Nel frattempo abbiamo pulito tutto (4 volte), esposto le cose, spostato le cose, ri-spostato le cose. Abbiamo lavorato a lungo a un programma sofisticato per fare la cassa, e ieri dovuto ammettere che non era possibile proseguire. Abbiamo trovato un salvatore che in fretta e furia domani arriva con una cassa basic, di quelle che si usavano 50 anni fa, dove digiti le cifre e fai il totale.

Con mille mancanze, duemila dubbi, e un miliardo di paure domenica abbiamo invitato parenti e amici a festeggiare. In teoria da martedì il negozio dovrebbe essere aperto, dalle 10 alle 19,30 orario estivo. Siccome però in teoria teoria e pratica non sono diverse ma in pratica sì, vi dovrò tenere aggiornate.

Potrei sempre prendermi il terzo virus, gli alieni potrebbero rubarci il nostro finestrone, il comune non acccettare una delle trecento certificazioni che dobbiamo produrre. Nonostante tutto però, laggiù, in fondo in fondo mi pare di scorgerlo il negozio: è aperto, luminoso, e fresco. Lo vedete anche voi?

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