Luoghi analogici

Ciao paperamici che visitate questo sito web: oggi è una bellissima giornata di sole che scalda, sono stata al centro per l’impiego a fare un bagno nella realtà dei disoccupati e per quanto avessi voglia di scappare a gambe levate devo ammettere che i bagni nella realtà sono sempre meglio delle elucubrazioni più o meno solitarie davanti a uno schermo.

Pensavo di cominciare questo post con una introduzione forbita su rivoluzione digitale (ovviamente copiandola), trasformazione delle nostre vite sempre connesse e online, trend&directions e quanto faccia bene e quanto faccia male. Però mi sono auto-annoiata ancora prima di cominciare, per cui salterei l’introduzione a piè pari e andrei direttamente al punto.

A me piacciono la carta, i colori, i pattern, le scritte, le foto stampate, le agende pasticciate, i quaderni cominciati e abbandonati, le penne. Sono cose fisiche, che posso toccare, rigirare, mischiare, e sporcare e aggiustare. Non può piacermi di guardarle su uno schermo, comprarle online, aspettare che viaggino, non sapere come sono, stare rintanata in casa a aspettare il corriere.

Ci vuole un negozio.

“Intendi ovviamente online?” mi hanno chiesto tutti (tutti) quelli a cui ho detto: un negozio così non c’è, tocca che lo apra io. Un negozio normale, un negozio come quelli che ci sono sempre stati e adesso sembrano un retaggio del secolo scorso a meno che non appartengano all’orrido animale dalle mille teste tezenisintimissimicalzedoniaetc.

Insomma aprire un negozio fisico oggi come oggi è da pazzi, lo sanno tutti.

Per cui eccolo qui

Quella che spunta sulla destra sono io, che sembro concentrata sui mille lavori da fare e in realtà sto pensando “se monto ora in macchina e guido 24 ore di fila quanto lontano posso scappare?”.

Perché il negozio l’ho preso, c’è un commercialista, un architetto, una grafica e interior designer che già lavorano. Ci sono già mille magagne, un debito mostruoso di bollette non pagate dell’inquilino precedente e l’Acea che recalcitra a dare l’elettricità, dei muri che non dovrebbero esserci e vanno smantellati, i piccioni comodamente insediati sopra la porta d’ingresso e tanti cassonetti della spazzatura esattamente davanti all’entrata.

C’è di che avvilirsi, volendo.

E infatti sono avvilita, ma ve lo racconto perché non importa, e ci ricorderemo insieme di questo post negli anni a venire.

“Tutto quello che puoi fare, o sognare di poter fare, incomincialo. Il coraggio ha in sé genio, potere, magia. Incomincia adesso” (W. J. Goethe)

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ps. A parte gli anni a venire e i lavori da fare, ci vediamo dal vero, non digitali, dopodomani. Al Vintage Market all’Ex Dogana, Scalo San Lorenzo 10, dalle 11 alle 21. Vi aspettiamo, le cose sono già pronte e impacchettate!

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